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Le prime due insegne, rispettivamente dell'anno 1968 e 1975, non differivano gran che avevano la forma del labaro, con drappo quadrato terminante in code anch'esse quadrate. Raffiguravano solamente il simbolo del comune di Asti ricamato sopra un telo coloro rosso a seguito della sfolgorante attività internzionale, l'insegna non viene ritenuta rappresentativa in funzione del gruppo e dei valori ideali che esso portava per le vie del mondo.
Di qui l'idea di un'insegna, l'attuale che ha l'aspetto del gonfalone che è caratteristico dell' Europa occidentale, formato da un dipinto disegnato dal maestro Carlo Quaglia negli anni otttanta, il quale è riuscito a ben interpretare in poche pennellate la storia e i valori del Palio. In primo piano San Secondo, il protettore della città, che egli reca nella mano sinistra in segno di onore e di tutela sullo sfondo, la collegiata di San Secondo e le torri delle potenti famiglie astigiane, nel ricordare la potenza e la ricchezza che Asti aveva nel medioevo.
Una famosa frase del ventura ricordava che il Palio venica corso " il di di San Secondo", e ancora oggi viene fatta l'offerta di un Palio alla Collegiata di San Secondo per chiedere protezione per far sì che il Santo vegli sempre sulla nostra città. Quest'ultima insegna ricca di valori ha portato significato in tutto il mondo, sempre lì ad prire sfilate, rievocazioni medievali, per vent'anni ha sempre onorato tutte le manifestazioni della sua presenza, ma anche per lei è giunta l''ora del meritato riposo tra i ricordi più belli del nostro grupo
Il giorno del Palio è stato l'ultima apparizione di quest'insegna, che ha passato il testimone al nuovo gonfalone; questa volta il disegnatore, è stata una pittrice, neolaurata, ma con alle spalle una lunga tradizione familiare, di sua mamma i primi Palii dipinti per la corsa del Palio: Ottavia Boano-Baussano. Figlia di Gea Baussano, famosissima per gli innumerevoli Palii dipinti dal '67 al '82, laureatasi all'accademia di Belle Arti di Torino, ha proseguito una tradizione familiare che dura ormai da quattro generazioni nel frattempo mantenedo la passione per il Palio è arrivata a relazziare il suo primo dipinti nell'ambito paliofilo.
Il drappo rappresenta il Santo della città, san Secondo a cavallo che avanza in una posa quasi frontale con dietro una esibizione di sbandieratori circondati da un sunto scenografico di Asti. L'espressione del santo è consunta e speranzosa, egli è illuminato da una presenza mistica ache avrebbe cambiato la sua vita e il suo destino; sullo sfondo il contesto della scena, dato dalla città e dalle bandiere, si muove all'unisono in un turbinio di colori e di luci quasi a festggiare l'arrivo del Santo.
