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Il gruppo di sbandieratori che si era andato formando nel corso del 1968 (secondo anno della ripresa della corsa del Palio interrotta nel periodo della II^ Guerra Mondiale) e che era stato presentato per la proma volta nel cortile della "G.I.L." (vecchia palestra adibita negli anni anni 20/40 all'addestramento dell'allora Gioventù Italiana del Littorio) nel mese di aprile 1969, e cioè poco tempo prima del "vernissage" del 26 aprile a Valance (città francese gemellata con Asti), venne regolamentato con atto pubblico redatto dal notaio Michele Serra il 3 novembre 1970. Nel corso del medesimo anno il gruppo aveva comunque già ricevuto un attestato significativo: il sindaco-presidente del Consiglio del Palio certifica che il Gruppo Sbandieratori dell'A.S.T.A. - Associazione di Tradizione Astigiana reca la seguente esatta denominazione:

"A.S.T.A. - GRUPPO SBANDIERATORI DEL PALIO DI ASTI"

La prima squadra era composta di 15 elementi, con un solo tamburino, ma in pochi anni molti giovani astigiani entrarono a farne parte per affacciarsi su questo nuovom ondo, sino ad arrivare a oggi con un Gruppo composta da circa 70 elementi suddivisi in 30 musici ( 8 chiarine, 18 tamburini e 4 tamburi principali) e da oltre 30 sbandieratori.

Il Gruppo sa di essere nato per il Palio e di essere al suo servizio, di esserne il biglietto da visita nel mondo, ma resta comunque autonomo e quindi autorizzato ad operare indipendentemente dal Palio. Si ricollega alla tradizione astigiana di sbandieramento nelle sue espressioni folcloristiche, la cui prima documentazione storica risale al 1275, che viene riproposta in occasione della ripresa del Palio negli anni 1929/1935, e recuperata definitivamente nel 1967. tutto questo è rimarcato nell Statuto Sociale all'art. 3, che recita:" l'Associzione si ricollega alle tradizioni astigiane di sbandieramento e ha lo scopo di perpetuare tali antiche tradizioni e di diffondere gli ideali storico-sportivi che ne costituiscono la ragion.

L'ammissione all'A.S.T.A. è regolata da norme precisem che garantiscono non soltanto un'efficienza a livello atletico e spettacolare, ma rappresentano anche l'ideale di una civiltà astigiana basata sui principi di amicizia e fratellanza.

Lo sbandieratore di oggi - nella filosofia dell' A.S.T.A- non ha più nulla a che fare con l'alfiere militare, anche se in qualche esercizio, ad esempio la sfilata, può ripeterne le movenze. Oggi lo sbandieramento è un messaggio di festa popolare, un armonico gioco di gesti e suoni in cui si inseriscono gli arabeschi disegnati dalle bandiere. La componente atletica e il dinamismo sportivo sono la caratteristica peculiare dell'A.S.T.A, pur rispettando le tradizioni e la storia. Infatti lo sbandieratore di oggi è un personaggio legato alle tradizioni del passato ma che guarda avanti e si adegua ai nostri tempi. La scuola dell'A.S.T.A, impostasi ormai a livello internazionale, pone estrema cura nell'addestramento fisico dell'atleta e nello studio minuzioso dell'esercizio da inserire nello spettacolo; tutto questo richiede un preparazione rigoroso e continua molto importante per la buona riuscita delle esibizioni, ma armonizza anche i comportamenti, requisito essenziale per rispettare qui compiti di rappresentanza che il Gruppo si è prefisso.

Da quel lontato 1969 il Gruppo ha avuto la possibilità di esibirsi in tutte le parti del mondo nelle manifestazioni più svariate, ha partecipato a molte trasmissioni televisive in Italia e all'estero; tutto quest ograzie alla serietà, alla correttezza, oltre che alla bravura dimostrata nel corso di questi anni. Ora il Gruppo ha un duttilità enorme, infatti le sue esibizioni possono essere eseguite da un numero minimo di 4 atleti ad un numero massimo di 69, e occupare uno spazio di pochi minuti o di un'ora, pur mantendo sempre quelle tradizioni che sono alla base della sua attività. Tradizioni che sono rispettate nei costumi, riferiti all'epoca rinascimentale, nelle bandiere, di materiale moderno, ma di colori che richiamano quelli dei vari borghi che corrono il Palio e su ciascuna della quali è stato riprodotto un monumento o un edificio di un'antica casata cittadina. tutto questo crea sicuramente un richiamo al nostro passato ricco di storia e di tradizione, ma si amalgama alla perfezione con un ospettacolo moderno, vigoroso che porta festa e gioia.